LA KINESIOLOGIA EDUCATIVA


  1. L'APPRENDIMENTO IN MOVIMENTO
  2. CHE COS'È LA KINESIOLOGIA EDUCATIVA?
  3. CHE COS'È LO STRESS?
  4. COME FUNZIONA IL NOSTRO CERVELLO
  5. IMPARARE SENZA STRESS - Tecniche ed esercizi per l'integrazione emisferica

CHE COS'È LA  KINESIOLOGIA EDUCATIVA?

Negli anni settanta il pedagogista Paul Dennison sviluppò negli Stati Uniti il sistema della Cinetica educativa combinando elementi della Kinesiologia applicata con i risultati della scienza neurologica. Il termine è stato adattato dall'inglese (Educational Kinestetics) e deriva da educare (tirare fuori) e Kinesis (dal greco = movimento).

La Cinetica educativa è un sistema che permette agli studenti di ogni età (anche adulti!) di tirare fuori le proprie potenzialità di apprendimento attraverso specifici esercizi. Il Dr. Dennison ha scoperto, lavorando per molti anni con alunni ritardati, l'influenza benefica di certi esercizi ginnici ed energetici sul processo dell'apprendimento. Una ripetizione costante di questi esercizi ha un'influenza positiva sul cervello attraverso l'apparato muscolare.

Gli esercizi possono essere applicati facilmente in qualsiasi situazione di apprendimento per migliorare l'integrazione emisferica nella sua totalità. Dennison infatti distingue nel suo modello 3 dimensioni del cervello:

  • la lateralizzazione è la capacità di attraversare la linea mediana, elaborare un testo scritto da sinistra a destra e viceversa, la coordinazione occhio-mano, udire con entrambe le orecchie, in breve di svolgere tutte le attività che necessitano l'uso di entrambi gli emisferi. Dislessia e discalcolia sono spesso risultati di una difficoltà ad attraversare la linea mediana
  • la focalizzazione (o la dimensione del fuoco) è la capacità di attraversare la linea auricolare verticale che divide il cervello anteriore, dove vengono prese le decisioni legate al pensiero conscio associativo, da quello posteriore (la sede della memoria e dei riflessi). Alunni che non sono focalizzati vengono spesso classificati come iperattivi, deconcentrati e ritardati nell'apprendimento
  • la centratura è la capacità di attraversare la linea che divide l'aspetto emozionale dal pensiero astratto, situati rispettivamente nel cervelletto e nel tronco encefalico. L'incapacità di essere centrato porta ad una reazione di attacco o fuga oppure di paura irrazionale, oppure all'incapacità di esprimere emozioni.

Appositi esercizi aiutano a riequilibrare le energie bloccate nelle 3 dimensioni per accedere meglio al pieno potenziale cerebrale necessario per un apprendimento integrale e senza stress.

Il sistema si basa su 3 principi fondamentali, ma semplici, che Paul Dennison formula così:

  • l'apprendimento è un attività naturale e divertente che dura tutta la vita
  • un blocco di apprendimento è l'incapacità di affrontare lo stress e l'insicurezza legata all'apprendimento di un nuovo compito
  • siamo tutti bloccati nell'apprendimento, nella misura in cui abbiamo imparato a non muoverci.

Imparare senza stress sembra quasi essere una provocazione. L'apprendimento, nella mente comune, è sinonimo di stress e fatica. Quando siamo stressati, il cervello, composto da due emisferi che collaborano normalmente bene insieme, non funziona più nella sua totalità. Le energie vengono assorbite dal sistema di sopravvivenza e non possono circolare liberamente per alimentare tutte le parti del cervello. Si crea così un blocco che può essere superato per esempio con esercizi e movimenti che mirano all'incrocio della linea mediana del corpo. Il movimento incrociato (come camminiamo naturalmente - braccio destro e piede sinistro in avanti e viceversa) "risveglia" l'emisfero non dominante e stimola così la collaborazione tra i due emisferi necessaria per un apprendimento efficace.

CHE COS'È LO STRESS?

Lo stress non è altro che una reazione ad una presunta minaccia. La reazione prepara l'uomo alla messa in atto di una serie di meccanismi psicofisici di protezione dalla minaccia. Le prime reazioni allo stress possono verificarsi già nel grembo materno. Le donne incinte notano una differenza nei movimenti del feto nel grembo a seconda della propria situazione rilassata o stressata. Il neonato reagisce molto sensibilmente alle emozioni di chi lo accudisce. Percepisce subito le paure e tensioni nel suo ambiente circostante e reagisce in modo stressato.

Il sistema corpo-mente ha sviluppato una serie di comportamenti istintivi e processi automatici per la auto-protezione. L'istinto di auto-protezione si innesca ogni qualvolta percepiamo una minaccia nel nostro ambiente. La conseguenza è lo stress. Il livello dello stress è quindi direttamente collegato al nostro punto di vista ed  alla nostra esperienza personale.

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