LA KINESIOLOGIA EDUCATIVA
- L'APPRENDIMENTO IN MOVIMENTO
- CHE COS'È LA KINESIOLOGIA EDUCATIVA?
- CHE COS'È LO STRESS?
- COME FUNZIONA IL NOSTRO CERVELLO
- IMPARARE SENZA STRESS - Tecniche ed esercizi per l'integrazione emisferica
COME FUNZIONA IL NOSTRO CERVELLO
LA DIMENSIONE DELLA LATERALIZZAZIONE
Il nostro cervello, per funzionare in modo ottimale, utilizza ambedue gli emisferi, ognuno dei quali ha una sua funzione specifica: il lobo sinistro, comunemente detto anche logico, e il lobo destro, detto invece creativo. Anche se questa espressione non è più tanto corretta, perché ci sono persone che hanno le caratteristiche attribuite all'emisfero logico nel lobo destro e viceversa, quelle attribuite all'emisfero creativo nel lobo sinistro, si tende ad operare secondo la seguente distinzione:
IL NOSTRO CERVELLO |
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Emisfero sinistro Analitico, logico, numeri, lettere, regole, linguaggio: parole, ortografia, razionale, giudicando |
Corpo calloso |
Emisfero destro Creativo, intuitivo, linguaggio: espressione, percezione, musica, danza, rilassamento, odorato, immagini, tatto |
Inoltre l'emisfero sinistro comanda il lato destro del corpo nonché la percezione dell'occhio e dell'orecchio destro. L'emisfero destro invece comanda il lato sinistro del corpo, l'occhio e l'orecchio sinistro.
Diversi test hanno mostrato che le difficoltà di apprendimento spesso risultano da una cattiva coordinazione tra l'emisfero destro e quello sinistro. Normalmente questi due lobi sono collegati dalla linea mediana o corpo calloso che permette una funzione indisturbata di ambedue i lati. La capacità di attraversare la linea mediana e di elaborare un testo lineare da sinistra a destra e viceversa è fondamentale per l'apprendimento scolastico.
Se l'emisfero sinistro e destro collaborano spontaneamente, la linea mediana diventa un ponte, altrimenti diventa una barriera per l'apprendimento.
Quando siamo sotto stress, e, come abbiamo già detto, tutte le situazioni nuove di apprendimento producono stress, uno dei due emisferi prende la guida e l'altro si "disinnesca": quindi funzioniamo solo a metà potenza e non possiamo accedere al nostro potenziale intero.
Ciò significa che: o non vediamo gli alberi perché c'è troppa foresta, oppure che non vediamo la foresta perché ci sono troppi alberi. Possiamo tuttavia rimediare con esercizi che favoriscono l'integrazione emisferica e la lateralizzazione. Uno di questi è il segno dell'infinito che, disegnato su un grande foglio, o in area definita, attiva ambedue gli emisferi e stimola notevolmente la coordinazione occhio-mano nonché la visuale periferica.
Partendo dai vissuti individuali possono ricercarsi percorsi con tecniche ed esercizi di facile applicazione in qualsiasi situazione, che mirano ad un apprendimento globale e senza stress.
LA DIMENSIONE DELLA FOCALIZZAZZIONE
Cosa succede nel cervello quando veniamo sottoposti a "troppo" stress emotivo? L'area integrativa comune che si trova dietro l'orecchio del lobo dominante (spesso il sinistro), ha la forza di bloccare o addirittura creare un black-out (corto circuito) nel funzionamento del proprio cervello anteriore o quello dell'altro emisfero. Il funzionamento completo ed equilibrato dell'emisfero dominante viene bloccato per favorire un modello di sopravvivenza fisico-emozionale. Cioè, in situazioni di stress, reagiamo soprattutto col cervello posteriore secondo modelli basati su esperienze fatte nel passato, che si sono immagazzinati. L'accesso al cervello anteriore, responsabile delle novità , possibilità ed alternative, viene bloccato. Ciò corrisponde ad un disturbo di comunicazione tra cervello anteriore e posteriore. Dennison lo ha chiamato la dimensione della focalizzazione.
Lo stress di ogni genere (anche lo sforzo, l'impegno esagerato dei bambini) interrompe il meccanismo dell'integrazione del cervello, necessario per un apprendimento integrale. Le informazioni vengono percepite dal cervello posteriore, ma non sono accessibili dal cervello anteriore. Con l'incapacità di esprimere ciò che si è appreso, inizia così il circolo vizioso dell'insuccesso. Ragazzi che hanno difficoltà a coordinare le funzioni del cervello anteriore e posteriore vengono classificati come "disattenti", "incapaci di comprendere", "linguisticamente ritardati" o "iperattivi".
Gli esercizi per l'integrazione anteriore e posteriore del cervello mirano a disattivare il riflesso della contrazione dei muscoli. Il cervello attiva questo riflesso nelle situazioni che individua come pericolose o minacciose. Questo particolare riflesso ci è servito per millenni ogni qual volta la nostra vita era in pericolo, oggi le situazioni "minacciose" non sempre sono tali, o meglio, non sempre minacciano la nostra sopravvivenza, nonostante ciò il riflesso viene innescato ugualmente.
Attraverso lo stiramento dei muscoli bloccati possiamo rieducare il nostro corpo per ottenere un cambiamento duraturo nella postura corporea e ottenere un miglioramento nella comprensione nei processi di apprendimento.
LA DIMENSIONE DELLA CENTRATURA
Gli esercizi attribuiti a questa dimensione facilitano il flusso elettromagnetico che attraversa il nostro corpo e attiva i neurotrasmettitori del cervello. I segnali elettrici mandati dal cervello ai muscoli dopo ogni minimo input sensoriale, viaggiano con una velocità di più di 400 km/h. Tutti gli esercizi energetici ben conosciuti in tutte le scuole di kinesiologia, provengono dall'antica scienza cinese dell'agopuntura, che descrive i circuiti elettromagnetici del corpo come meridiani, una specie di "autostrade dell'energia" che vanno in diverse direzioni e parti del corpo. Se questa energia è sovraccaricata avviene un blocco nel flusso energetico e la comunicazione- corpo-mente è disturbata.
I blocchi dell'apprendimento sono spesso causati da un'immagine di sé negativa che si è creata nel corso degli anni diventando un circolo vizioso ( ad esempio: "Non so disegnare, perciò non ci provo nemmeno perché tanto non ne sono capace"). Come individui abbiamo due possibilità di scelta: non provare, negando così la propria potenzialità, oppure provare, raddoppiando lo sforzo, a volte anche spinti dall'esterno (famiglia, scuola, amici). Questa seconda scelta comporta un accumulo di stress emotivo che può manifestarsi anche fisicamente. Raddoppiare lo sforzo, a livello celebrale significa un sovraccarico di energia nell'emisfero dominante che, escludendo l'altra parte del cervello, lo porta ad una sorta di corto circuito. Questo squilibrio provoca un senso di affaticamento che può causare mal di testa, disturbi visivi, uditivi o motori.
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